LA CACCIA ALLA BECCACCIA

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1beccaccia i quagliaNella prima decade del mese di ottobre sulle montagne dei Carpazi , nei boschi lungo la costa del Mar Nero e nelle foreste acquitrinose del Delta del Danubio , inizia il ‘passo’ autunnale delle beccacce . Il fiume Danubio e’ preceduto , a monte del suo corso , da una serie di importanti ‘zone umide’ poste sulla linea di migrazione degli uccelli provenienti dall’ Europa di nord-est , dalla Russia centro-orientale e dal Continente Euro-Asiatico (Corrente Carpatico – Danubiana > <  Via del Bosforo – Suez) .
La piu’ spettacolare di queste aree e’ ‘Insula Mica’ (Isola Piccola) , ubicata a sud della citta’ di Brãila , dichiarata Parco Naturale nel 2000 e Sito Protetto nella Convenzione Internazionale di Ramsar del 2001 . L’isola e’ disabitata , a parte qualche pastore con pecore , vacche e maiali , ha una superfice di 9559 ettari e una forma molto allungata lungo l’alveo e i bracci secondari del fiume Danubio . Vi sono state accertate dall’Universita’ di Bucharest oltre 200 specie ornitiche di cui alcune molto rare . Vi si accede unicamente in barca , traghettati avventurosamente su una fatiscente mini-zattera che puo’ trasportare un solo automezzo per volta . Le strade sono piccole carrarecce sterrate spesso impraticabili per fango anche in fuoristrada durante la stagione invernale .
‘Parcul Natural Balta Mica a Brailei’ e’ interamente coperto da boschi (6566 ha) e da laghi interni ricchi di paludi , canneti e steppa ( 2993 ha) zona – rossa di stretta interdizione alla caccia e alla pesca , oasi di rifugio per decine di migliaia di oche e anatre .

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Susy insuperabile ‘beccacciaia’ – (foto marinelli)

Le specie vegetali piu’ comuni sono i maestosi pioppi bianchi , gli enormi salici , i frassini , gli olmi e le tamerici con sottobosco di rovi , rosa di macchia , felci , euforbia , tife , giunchi , piante e erbe palustri .
Il dittatore Ceausescu , per soddisfare la sua passione venatoria e degli ospiti piu importanti , vi aveva fatto costruire una confortevole casa di caccia con davanti una piccola pista di atterraggio per gli elicotteri : ‘Cabana Egreta’ , oggi purtroppo logorata dal tempo , dall’incuria e dalla piena storica del Danubio che nella primavera del 2006 l’ha sommersa di acqua , di detriti e fanghiglia fluviale . Purtroppo la quasi totalita`della selvaggina stanziale dell’Isola (caprioli , cinghiali , gatti selvatici , lepri , volpi , tassi , ecc …) ma anche animali domestici (pecore , cani , galline , maiali , ecc …) morirono affogati travolti dalla furia delle correnti impetuose .

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Isola Piccola e’ un paradiso di caccia per le beccacce che vi sostano numerose durante la migrazione autunnale , attratte dal clima mite e dalla ricchezza di cibo . Si posssono levare dalle 4-5 alle 10-15 e piu’ ‘regine’ al giorno a seconda del ‘passo’ e della situazione meteorologica .
La nostra Organizzazione , dopo accordi con la Regia Nationala a Pãdurilor , previo versamento di un deposito cauzionale per eventuali danni che possono essere causati all’ ambiente e alla fauna protetta , ha ottenuto la Concessione di caccia alle beccacce nel territorio del Parco per un numero limitato di presenze giornaliere con ausiliari propri al seguito (2 -3 cacciatori al di’)  nel periodo 25 ottobre – 30 novembre . ***  Sconsigliati i cani a pelo lungo (setter , spinoni , breton , spaniel , ecc … ) , a causa delle numerose ‘lappe’ uncinate  (in rumeno ‘cornute‘) .

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Ira e Prugna (a destra) a terra su beccaccia – (foto marinelli)

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Cecilia a terra su beccaccia , … non avra` scampo ! – (foto marinelli)

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bloccata a terra la ‘regina del bosco’ – (foto marinelli)

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gli attimi emozionanti in attesa del frullo ! – (foto marinelli)

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a beccacce con l’amico Vittorio Ruberti – (foto marinelli)

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in attesa del frullo !  – foto dell’amico Raniero Massoli-Novelli

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beccacce al tramonto

beccaccia al tramonto 1

 

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beccaccia in pastura sulla neve

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beccaccia predata da astore

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beccaccia predata da poiana

Poiche` l’isola e` deserta , a parte qualche raro pastore , e non ci sono possibilita` di alloggio si alberga in una comoda ‘house boat’ munita di tutti i comfort ancorata lungo i bracci secondari del Danubio (bratul Valciu) .

La caccia alla beccaccia chiude il 28 febbraio . Con l’entrata della Romania nell’Unione Europea (1 gennaio 2007) sono state abolite tutte le cacce primaverili , compresa la famigerata ‘croule’ che consentiva la posta serale alle beccacce in amore nei mesi di marzo e di aprile .

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eccola !

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la regina delle regine : la ‘beccaccia albina’ 

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 rara cattura di ‘beccaccia melanica’  (anomalia cromatica del piumaggio , al centro) – foto marinelli

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basta una ‘regina’ per riempire il carniere

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portatori – (foto marinelli)

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recuperi laboriosi  !  – (foto dell’amico Roberto Di Jullo)

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 con Charlotte , Rossa (in primo piano) e Camilla (a destra) , un tris d’assi eccezionale nella caccia alla regina del bosco – (foto marinelli)

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giornate indimenticabili – (foto marinelli)

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una cacciata indimenticabile nei querceti cedui d’alta montagna del Gennargentu (Sardegna Centrale) – (foto marinelli)

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i portatori con la mia insuperabile setter Susy – (foto marinelli)

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cacciatore rumeno con un bel carniere di beccacce

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i dindaroli segreti della ‘regina del bosco’ in montagna – (foto marinelli)

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la croule`

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La croule` e` in sostanza una caccia all'aspetto che si svolge nel periodo degli amori ma si distingue dalla comune posta serale perche` i maschi delle beccacce all'imbrunire , anziche dirigersi speditamente dal bosco ai luoghi di pastura come fanno abitualmente in autunno e in inverno , si riuniscono in gruppetti di due-tre e si rincorrono tra di loro intrecciandosi in volo in un armonioso carosello acrobatico passando e ripassando a bassa altezza , avanti e indietro , al disopra delle ceppaie dove posata sul terreno c'e la femmina in calore che attende appartata o che compie dei brevi svolazzi per subito riposarsi .
Questo caratteristico gioco aereo di bizzarre e veloci evoluzioni , di abbandono erotico compiuto senza una direzione definita , strano , curioso , attraente , affascinante e emozionante nello stesso tempo , compiuto in uno spazio relativamente piccolo , prende il nome di 'volo nuziale' .
L'attesa alla croule` dura poco piu` della normale posta , generalmente dai quindici ai venti minuti , e mentre i maschi inseguendosi in volo emettono un verso roco , una specie di 'crouh ... crouh' (percio` la croule`) udibile a buona distanza nel silenzio serale , le femmine nello stesso tempo lanciano da terra un flebile richiamo amoroso che suona come un 'puitz ... puitz'.
Questa discussa forma di caccia , esercitata con grande entusiasmo dai cacciatori rumeni , e` considerata dai nostalgici molto appassionante , seducente e non dannosa per la specie , perche` a torto o a ragione , si vuole fare credere e si sostiene che le beccacce abbattute sono esclusivamente di sesso maschile . La percentuale statistica dei maschi rispetto alla femmine e del 100% .
Gli stessi 'croulisti' affermano che nella caccia in 'battuta' , praticata in autunno nelle grandi foreste di pianura circondate da vasti appezzamenti di terreni agricoli , la percentuale dei maschi e delle femmine e` pari al 50% , mentre sempre secondo il parere dei sostenitori della croule` , la caccia classica vagante col cane da ferma e` paradossalmente la piu` dannosa perche` il numero delle femmine incarnierate e` in percentuale molto superiore a quello dei maschi , forti pedinatori e piu` leggeri al frullo e quindi con maggiori possibilita` di salvezza (!?) .
Con l'entrata della Romania nell'Unione Europea (1 gennaio 2007) e la chiusura anticipata della stagione venatoria dal 30 aprile al 28 febbraio la malfamata caccia alla croule e` venuta a cadere da sola . E` da rilevare poi che nel periodo della caccia alla croule' era consentita in Romania anche la caccia col cane e molte delle femmine abbattute risultavano gia` con l'ovaia fecondata e alcune con le uova complete di guscio pronte per la deposizione . Un crimine ai danni della Natura e alla preziosa popolazione della 'scolopax rusticola' !
La beccaccia oggi e` senz'altro 'patrimonio dell'umanita`' e la sua gestione deve essere tutelata a livello internazionale fra i vari Stati di riproduzione , di transito e di svernamento , per impedire le ignobili poste mattutine e serali e le insensate cacce primaverili praticate ancora in alcune Nazioni Europee (alberto marinelli) .

* * *

se sei un vero ‘Cacciatore’ ripudia le cacce primaverili

ritornava una rondine al tetto :

l’uccisero : cadde tra spini :

ella aveva nel becco un insetto :

la cena de’ suoi rondinini

ora e` la’ , come in croce , che tende

quel verme a quel cielo lontano

  e il suo nido e’ nell’ombra , che attende ,

che pigola sempre piu’ piano

                                                                                                                                                                              X Agosto – Giovanni Pascoli

 

Riporto a titolo di cronaca il significativo articolo 'beccacce di primavera' pubblicato anni fa sulla rivista 'Diana Caccia' a firma Demaco .  

Non e` il solito raccontino a sfondo morale , ma un fatto occorso personalmente a me il 31 marzo 1931  (la data l’ho ricavata dal mio diario di caccia) .  ” La sera del 30 marzo di quell’anno , nostro cugino l’ingegnere Luigi Prandoni , presidente della nostra riserva , telefono’ a mio padre comunicandogli che le guardie gli avevano segnalato la presenza di molte beccacce e lo invitava a passare insieme l’ultimo giorno di caccia alla ‘regina del bosco’ che chiudeva , per Legge , proprio il giorno successivo 31 marzo .

Mio padre , contrario a ogni forma di caccia primaverile , non solo aveva risposto negativamente , ma aveva cercato di dissuadere il cugino a recarvisi . Non riusci’ nell’intento perche’ il Prandoni oltre a essere un maniaco della beccaccia era prossimo agli ottanta anni  e quindi non insistette per non ostacolare quello che poteva essere l’ultimo desiderio del vecchio parente col quale era affiatatissimo . Tuttavia non volendo lasciarlo da solo a vagare nei boschi , data l’eta’ avanzata , mando’ me a accompagnarlo .

E qui diro’ un particolare che potra’ sembrare assurdo e anacronistico : chiesi a mio padre il permesso di sparare a qualche beccaccia . Considerate che avevo quasi trentacinque anni e ero gia` un avvocato di discreta fama ! Il mio genitore stette un attimo in forse poi disse – ‘ spara pure tu perche’ non voglio farti fare la figura del servitore , speriamo soltanto che non ne troviate neppure una ! ‘

Invece ne trovammo molte , erano tutte accoppiate ! La prima coppia si alzo’ proprio davanti ai miei piedi , comodo bersaglio per un facile doppietto , neppure accennata dai cani che non avevano voglia ne’ di cacciare ne’ di cercare , dimostrando forse che quella non era piu’ la stagione adatta . Osservai le due beccacce sfarfallare e allontanarsi fra i rami ma non ebbi il coraggio di rompere l’incanto di quella magnifica mattinata primaverile . Fu invece l’ingegnere Prandoni a farlo sparando poco dopo a un’altra coppia , allora cambiai idea e decisi di tirare anche io .

Mi trovavo in un basso e fitto bosco di ontani e noccioli dove avanzavo con somma cautela per evitare qualche scudisciata negli occhi  a opera dei sottili e flessibili rami quando , preceduto da un tenue ‘ zii … zii …’ , vidi venire verso di me due grossi uccelli che subito individuai per due belle beccacce . Impigliato com’ero in mezzo alla ramaglia feci appena in tempo a gettare una fucilata di stocco a una che cadde rotta d’ala mentre l’altra , vista la compagna a terra  , si rimise subito  proprio davanti al Prandoni che mi fiancheggiava fuori dal forteto . Ma poi accortasi della sua presenza riparti` immediatamente senza potere evitare una precisa fucilata del mio compagno che la fece ruzzolare in una nuvola di piume .

I cani riportarono correttamente le due prede , morta quella dell’ingegnere , ancora viva la mia . Quella del Prandoni era piuttosto piccola e rossa , l’altra era molto piu` grossa e scura sul dorso . Per non farla soffrire , oltre all’ala spezzata aveva un pallino nella testa , le compressi fortemente lo sterno e la beccaccia mi scodello’  in mano … un uovo completo di guscio !!!  Era un uovo sproporzionato per dimensioni al selvatico perche’ di poco inferiore a quello della fagiana , fortemente macchiato di marrone con qualche raro puntino azzurro e rosso .

Non poteva sussistere il benche’ minimo dubbio : la beccaccia  scura era di sesso femminile mentre quella rossiccia di sesso maschile . Cio’ era visibile anche a occhio nudo perche` una aveva l’orifizio pilorico normale mentre l’altra , la femmina , l’aveva dilatato e circondato da pelle cascante ne’ piu’ ne’ meno di quanto si nota nelle galline da cova .

Rimasi tanto male che proposi al mio compagno di mettere il fucile a spalla e di tornare subito a casa . Ma mio cugino , che per la verita’ era rimasto egli pure sorpreso tanto da raccomandarmi di non dire nulla a mio padre , non aveva nessuna intenzione di abbandonare quel mare di beccacce , ne’  potevo lasciarlo solo e appiedato , senza automobile per tornare a casa . Valendosi dell’ascendente che aveva su di me , sia per l’eta’ sia per l’eccezionale competenza da tutti riconosciutagli in materia di caccia , mi rincuoro’ dicendomi - ' e’ un puro caso perche` le beccacce non fanno mai il nido prima della fine di aprile e l’inizio di maggio . A ogni modo per correttezza , spariamo solo a quelle rosse , le beccacce sono poligame ed e’ un bene eliminare un po’ di maschi ! ‘ .

Era naturalmente un proposito assurdo perche’ era assolutamente impossibile distinguere il colore di una beccaccia fra la penombra e i rami del bosco . Per concludere uccidemmo complessivamente sette beccacce , delle molte trovate , evitando di sparare a quelle piu’ scure . Ma nonostante tutte le nostre buone intenzioni fra quelle abbattute c’erano altre due femmine che avevano entrambe l’ovaia fecondata con le uova gia’ mature , sia pure non ancora ricoperte dal guscio .

Da quel giorno , sono passati trentasei anni , non sono piu’ andato a caccia a primavera e non ho permesso ne’ permettero’ che vi vadano i miei due nipoti perche’  anche gli altri uccelli non sono diversi dalle beccacce .

Mantenendo la promessa fatta al Prandoni non ho mai svelato a mio padre quanto era accaduto per non farlo andare in bestia e nella ripartizione del carniere ebbi cura di scegliere tre beccacce maschio mentre l’altro , con le tre femmine , lo tenne l’ingegnere .

In me , come in tutti i miei antenati e discendenti , la passione della caccia rasenta quasi la ‘pazzia’ ma non al punto di distruggere la fonte di vita dei selvatici che sono la ragione d’essere della stessa caccia ! ” .

no comment !   

 

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beccaccia sul nido

 

beccaccia con pulcino

beccaccia che trasporta il pulcino 

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beccaccia becco corto 47 mm. a sinistra – (foto marinelli)

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Per maggiori informazioni su questa anomalia delle beccacce consultare  ‘Les becasses a bec court‘ extraits de ‘la Mordoree’ (Organe Officiel du Club National de Becassiers) nr. 132 – octobre 1979 , a cura di Dante Fraguglione che riporta l’elenco delle catture in Francia , Italia , Inghilterra , Belgio , Danimarca , Olanda , Svezia e Svizzera  di beccacce col becco corto con un minimo  di 30-32 mm.

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beccaccia becco corto mm. 40 – ( Inghilterra )

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beccaccia becco corto mm. 43 – (Svizzera)

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beccaccia becco corto mm. 32 – (Gran Bretagna)

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beccaccia becco corto mm. 39 – (Francia)

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beccaccia becco corto mm. 34 – (Belgio)

 

contatti : Romania 0040.742549126
programmi e listino prezzi : marinellia.caccia@yahoo.com

 

RACCONTI DI CACCIA DI AUTORI RUMENI

In Romania la caccia primaverile alle beccacce di risalita verso i Paesi di origine e di riproduzione del nord Europa e dell’Eurasia era aperta fino al 15 aprile . Caccia assurda  e antisportiva per la quale noi , appassionati beccacciai , non eravamo e non siamo assolutamente d’accordo . Non cosi` sembra l’autore rumeno dell’articolo pubblicato a suo tempo sulla rivista Vanatorul Roman ,  periodico mensile della AJVPS Romania , che tradotto in Italiano sottoponiamo al vostro giudizio .  

PE  DRUMUL  SITARILOR
(sulla strada delle beccacce)

di Felix Bogdan Dragomir

Come ogni anno , anche questa primavera , le beccacce sono transitate in direzione nord seguendo il richiamo degli antenati e volando attraverso le stesse rotte aeree immutate nella notte dei tempi . Di tanto in tanto interrompono il loro lungo viaggio per scendere nei boschi che incontrano sulla via , appena all’inizio della germogliazione , per estrarre dal terreno col lungo becco il cibo indispensabile a sostenere lo sforzo necessario per arrivare alla meta lontana dove deporranno il nido .
Nelle foreste , al disopra delle cime degli alberi , compiono ogni mattina e ogni sera il caratteristico ‘volo nuziale’ incantando il nostro udito e la nostra vista con la magia di richiami amorosi , di giochi erotici e di evoluzioni acrobatiche che pochi cacciatori hanno la fortuna di assistere nella loro vita .
Il momento dell’arrivo delle beccacce a primavera e’ unico ed e`aspettato con trepidazione da tutti coloro che hanno assaporato almeno una volta il fascino irresistibile di questa caccia per i quali il ‘marmoreo’ uccello , con il suo comportamento strano e bizzarro , rappresenta un vero culto di ammirazione offrendo a coloro che lo cacciano un’estasi sublime dell’animo che non ha uguali .
Per questo motivo , quando arriva il mese di marzo e il clima diventa piu mite , nel cuore di un vero beccacciaio rinasce la segreta speranza di incontrare il misterioso selvatico dal lungo becco e dagli occhi di velluto , cosi`
 come descritto dal famoso Sodoveanu (scrittore narratore) egli stesso fautore di questa dottrina che purtroppo ha sempre meno adepti tra i cacciatori moderni , interessati a prede piu` grosse e completamente indifferenti alla caccia primaverile dove si spara poco e dai risultati sempre modesti e aleatori .
Essendo anche io un appassionato seguace di Diana vivo con la stessa intensita` di emozioni qualunque partita di caccia , senza questione di specie , offrendomi sempre ogni uscita all’aria aperta dei momenti unici ma niente si puo 
paragonare alla sera di un giorno di primavera quando , estasiato dalla Natura che rinasce , osservo il volo enigmatico delle beccacce assaporando nel contempo insieme ai miei amici lo scenario stupendo del paesaggio che ci circonda .
Aspettiamo turbati , con il cuore in gola e il fiato sospeso , l’attimo in cui il richiamo d’amore e la sagoma della prima beccaccia appare sullo schermo del cielo che imbrunisce  , procedendo con la monotonia del suo volo incerto simile a un grande pipistrello ma che all’improvviso interrompe scendendo velocemente in picchiata per rasentare zigzagando sinuosamente le fronde basse dei cespugli alla ricerca della compagna .
Noi allora la salutiamo con una o due fucilate che sono poi oggetto di animate discussioni a fine cacciata quando ci riuniamo tutti insieme nel luogo di adunata , i piu` fortunati stringendo in mano la beccuta preda per staccargli dalle possenti ali le piccole e appuntite penne del pittore che andranno a ornare i cappelli da caccia : un trofeo che ricordera  per sempre la bellezza degli indimenticabili momenti di vita vissuti all’inizio della primavera .

RACCONTI DI CACCIA DI AUTORI ITALIANI

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