LA CACCIA ALLA STARNA

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In Romania le starne sono autoctone , non esistono allevamenti ne` si effettuano lanci a differenza di molte riserve della Macedonia , della Polonia e di altre Nazioni Europee , Italia compresa . E paradossalmente non esistono neanche cinofili  ‘starnisti’ perche` questa caccia non fa parte della tradizione venatoria rumena .
Del resto nei villaggi , lontano dai grossi centri urbani , dove le condizioni di vita nelle abitazioni (prive dei servizi igienici e senza acqua corrente) sono al minimo storico  , i locali si dedicano quasi esclusivamente alla caccia alla lepre e alla grossa selvaggina erbivora o ungulata tirando occasionalmente qualche fucilata a fermo d’inverno , con la neve alta e soffice , nei branchi di starne che si rifugiano in cerca di cibo vicino alle stalle e ai fienili delle masserie compiendo delle vere e proprie stragi .
La specie e’ sparpagliata su un enorme territorio agro-pastorale che va dalle localita’ interne del Mar Nero alle fasce pedemontane e montane dei Carpazi oltre i mille metri di altezza . In un interessante articolo apparso sul nr. 46 della rivista ‘Vanatorul si Pescarul Roman’ , ottobre 2016 , a firma Mitica Georgescu , l’autore afferma di avere avuto ripetuti incontri con le starne in gole montane dei Monti Fagaras (Carpazi Meridionali) a quota 1900 metri di altitudine . Cio` conferma la straordinaria adattabilita` di questo selvatico a condizioni di vita alpina lontano da coltivazioni rurali di pianura (non a caso la starna e` detta anche pernice grigia) e la rusticita’ a sopportare temperature invernali bassissime che possono scendere al di sotto di 20-30 gradi Celsius . Comunque la densita’ maggiore si riscontra nelle zone pianeggianti agricole , in quelle collinari dolci e ondulate del sud e del sud-est del Paese (Oltenia , Muntenia , Dobrogea) e nei canaloni della regione Tulcea che degradano sul Delta del Danubio . Purtroppo il sopravvento dell’agricoltura industrializzata coi suoi prodotti tossici (pesticidi e fertilizzanti) sull’agricoltura tradizionale contadina portera` inesorabilmente alla estinzione della starna rumena come e` successo in Italia e in molte Nazioni d’Europa !
L’habitat e’ variato . Campi di cereali , di granoturco , di girasole , di erba medica , piccoli orti e bassi vigneti si alternano a arati , stoppie , cardare secche , pascoli , steppe , sporchi , incolti , piante palustri e lappeti (vero flagello per gli ausiliari a pelo lungo !) . In alcune localita` a causa del terreno accidentato e della vegetazione intricata e` opportuno l’uso del ‘bepeer’ per recuperare sulla ferma i soggetti a grande cerca .

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i miei ausiliari Zara della Marciola e Fido di Sorbo , eccezionali starnisti – (foto marinelli)

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La consistenza numerica dei voli dipende dall’andamento stagionale piu’ o meno favorevole a primavera durante il delicato periodo degli accoppiamenti e dal buon esito delle covate in estate . Utile , in senso relativo , la pressione dei predoni a quattro zampe per mantenere un giusto equilibrio nel processo di selezione naturale della specie nei confronti dei soggetti piu deboli e malati ; dannosa , in assoluto , quella dei rapaci alati (corvi , cornacchie , gazze , ghiandaie , ecc. ) per la sottrazione delle uova dai nidi ; ne' si fa nulla in Romania da parte dei guardacaccia dei Fondi Venatori (A.T.C.) gestiti dalle Associazioni Provinciali dei Cacciatori e nelle riserve private per combattere questo flagello che decima le covate .
Elementi determinanti e indispensabili per la sopravvivenza della starna sono la piccola agricoltura contadina praticata con metodi tradizionali antichi e la presenza sul territorio di brughiere con siepi , cespugliati , macchioni , rose canine , muretti di pietre e canali di irrigazione secchi abbandonati dopo la caduta del regime di Ceausescu , ricoperti da erbacce , arbusti e intrighi di rovi dove i selvatici trovano riparo durante le bufere invernali e dove depongono volentieri il nido a difesa delle uova e dei pulcini . Necessaria la presenza di acqua , corrente o stagnante , della quale la starna ha bisogno soprattutto durante il periodo siccitoso o canicolare estivo .
Le starne rumene riescono a sopportare inverni molto rigidi con freddo , ghiaccio , neve e temperature estreme che possono scendere a meno 18-20 gradi Celsius in pianura e meno 28-30 gradi in montagna .

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I maschi hanno un bel piumaggio grigio bruno-castano dai toni accesi , la testa colore rosso-arancio e un ferro di cavallo marrone scuro , raramente nero stampato sul petto . Nelle femmine questo segno caratteristico e` invece di colore bianco candido spruzzato con macchie tabacco simili a chicchi di caffe`.  Riscontrati personalmente casi di albinismo totale in Oltenia e in Muntenia (Isola Grande di Braila – 28.11.2009) .
La specie e’ sana e vigorosa e al momento non si riscontrano segni di indebolimento o di cedimento fino a quando non iniziera` l’esodo delle popolazioni dai villaggi verso le citta` e l’abbandono dell’agricoltura contadina , fenomeno gia` registrato in alcune zone della Romania dove le starne sono purtroppo scomparse ! I branchi sono decentrati tra loro ma consistenti numericamente , normalmente composti da 10-14 e piu` unita` .
Il frullo e` rumoroso e metallico , il volo velocissimo ; attenti a non farvi sorprendere c’e` sempre qualche ritardataria che parte a fucile scarico !
Le dimensioni corporee sono nella media pesando normalmente attorno ai 350-400 grammi ; alcuni esemplari adulti superano , neviscerati , i 450 grammi .
In gennaio inoltrato e in febbraio non e’ raro imbattersi in piu` brigate riunite in gruppi di 20-30 individui che raggiungono integre l’anno successivo . Cio’ non influisce sulla densita’ della popolazione che rimane pressoche` invariata sul territorio . Cio` non soltanto per effetto della territorialita` difesa a primavera dalle coppie ma anche , secondo il succitato Georgescu , perche` individui della stessa famiglia non si uniscono tra di loro (non so dire quanto attendibile e veritiera sia questa affermazione !) .
Per questa caccia classica occorrono ausiliari superlativi assoluti dalla cerca veloce , spaziosa e panoramica , grandi avventatori dalla ferma statuaria . Dotati di una guidata prudente , felina , resistenti alla fatica e alla sete , al caldo e al freddo e perfetti recuperatori . Una starna disalata e’ quasi sempre una starna perduta !

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a starne con  Nana` e  Rossa – (foto marinelli)

Il periodo migliore per questo selvatico e’ in autunno inoltrato dopo la meta` del mese di ottobre col fresco delle prime piogge , la vendemmia dalle piccole vigne contadine e il taglio dei campi di girasole e di granoturco . Non e` una caccia facile , solo per pochi cinofili appassionati di buona gamba ! *** Sconsigliati gli ausiliari a pelo lungo (setter , spinoni , breton , spaniel , ecc… ) , a causa dei ‘forasacchi‘ e delle numerose ‘lappe‘ uncinate (in rumeno ‘cornute’) .

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portatori – (foto marinelli)

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Prugna in guidata su brigata di starne che pedinano in brughiera (notare le numerose lappe sul corpo ) – (foto marinelli)

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Ira in guidata su brigata di starne che pedinano nella steppa – (foto marinelli)

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Cecilia in guidata su brigata di starne che pedinano nello sporco – (foto marinelli)

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Ira e Brezza ,  ferma e consenso su brigata di starne – (foto marinelli)

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Corina (11 anni compiuti) su brigata di starne in tagliata di granturco – (foto marinelli)

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Vera , Claudio e le starne , sulla levata del branco ne cadranno due (foto marinelli)

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Susy in guidata su brigata di starne – (foto marinelli)

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Sabrina in guidata su starne che pedinano nella stoppia – (foto marinelli)

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branco numeroso di starne bloccate in incolto da Briciola e Rossa , Sabrina in ferma di consenso a distanza – (foto marinelli)

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Charlotte a terra su brigata di starne bloccata in pastura nella stoppia , Cecilia in ferma di consenso a distanza – (foto marinelli)

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Charlotte , Camilla e Cecilia in ferma e consenso su brigata di starne sorpresa nello sporco all’alba – (foto marinelli)

 


‘Diluvio della Brecciara’ in guidata su coppia di starne a primavera , proprietario e allevatore Augusto Antonellini – (augustoantonellini@gmail.com)


‘Didone della Brecciara’ in guidata su starne in montagna , proprietario e allevatore Augusto Antonellini – (augustoantonellini@gmail.com)

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  Rossa seduta su brigata di starne – (foto marinelli)

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Selly a terra su brigata di starne – (foto marinelli)

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Unica a terra su starne che pedinano in tagliata di granturco – (foto marinelli)

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i miei ausiliari – (foto marinelli)

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carniere d’apertura e portatori – (foto marinelli)

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la sosta all`ombra di un albero – (foto dell’amico Claudio Matteuzzi)00000005accettiamo prenotazioni per questa caccia classica solo dal 15 ottobre in poi dopo le prime piogge autunnali , il taglio dei campi di girasole e di granoturco e la raccolta dell’uva dalle vigne contadine , inoltre non si accettano gruppi di piu` di due cacciatori con precedenza prioritaria rispetto alle richieste 


contatti: tel. Romania 0040.742549126
programmi e listino prezzi : marinellia.caccia@yahoo.com

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